L’eterno richiamo del mare: da Hemingway ai giorni nostri

“A me piace fare il pescatore, essere a contatto con la natura, sentire il rumore del vento e del mare…si nasce con questo destino ed infatti nonostante sia un lavoro duro, io non ho mai pensato di lasciarlo per fare altro”, le parole di Michele Conoscitore pescatore di Manfredonia.

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La passione di Michele, il suo attaccamento al mare crea quasi in maniera diretta un confronto con quello che il grande scrittore Ernest Hemingway ha saputo raccontare mirabilmente nel suo libro forse di maggiore successo ‘Il vecchio e il mare’ (premio Pulitzer nel 1953 e premio Nobel l’anno successivo). Il rispetto nei confronti di questo elemento naturale così affascinante e vigoroso colpisce ancora l’immaginario collettivo, si rende ancora protagonista di numerosi racconti e pellicole ma nelle nuove generazioni forse tutto ciò sta scemando come sottolinea Michele: “Oggi i giovani preferiscono intraprendere nuove strade, scegliere mestieri diversi da quello di pescatore proprio perché è un lavoro usurante e duro che ti porta ad affrontare tante difficoltà e a stare lontano a volte dalla propria famiglia.” Tante le analogie tematiche tra quello che Michele dice e quello che viene raccontato ne ‘Il vecchio e il mare’ che sono poi le preferite di Hemingway: il coraggio e la tenacia dell’uomo di fronte alla natura; in questo romanzo si racconta di un vecchio che lotta con un pesce spada, un marlin e durante tutto il racconto il vecchio è animato da un rispetto profondissimo per quel pesce nella sua lotta contro la determinazione del pescatore.

69478024_10206176976140311_5143451696076161024_n“Vedere il mare sporco ed inquinato fa male soprattutto se penso ai giovani che dovranno subire tutto questo, poco viene fatto per risolvere questo problema purtroppo…spesso mi chiedo ‘dove andremo a finire di questo passo?’; servirebbe una differenziata anche per il mare che tanto sa dare se rispettato”, Michele continua. La storia raccontata da Hemingway e da Michele porta ad un’unica conclusione: il mare, così come la natura, meritano profondo rispetto e sono capaci di incutere speranza e fiducia in chi sa amarli.

 

“La lenza si alzò lentamente e regolarmente e poi la superficie dell’oceano si sollevò davanti alla barca e il pesce uscì. Uscì senza fine e l’acqua gli ricadde dai fianchi. Era lucente nel sole e la testa e la schiena erano di un rosso scuro e nel sole le strisce sui fianchi apparivano larghe, di un lavanda leggero…”.

Libera Maria Ciociola

(pezzo scritto per Statoquotidiano.it)

Autore:

Giornalista/blogger

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