‘Il collezionista infelice’: il nuovo romanzo di Italo Magno

“Il libro tratta di un uomo che cominciò fin da piccolo a collezionare animaletti-biscotto, poi vari tipi di lecca lecca, quindi biglie colorate e figurine di calciatori. Ma quando, divenuto sindaco della sua città, la sua brama lo portò a tentare di catalogare anche gli uomini e le donne, tutti iscritti in un librone, la questione si complicò moltissimo”.

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Ha riassunto così Italo Magno il suo ultimo libro, il diciassettesimo della sua serie, dall’enigmatico titolo “Il collezionista infelice” (Santelli editore – Cosenza, 315 pagine, 15,90 euro) conversando con Antonella Quarato che ha presentato il volume allo Sporting club di Siponto alla presenza di un folto pubblico che dalla iniziale curiosità è passato all’interesse per una trama che l’intervistatrice Quarato ha scandagliato nei suoi aspetti più significativi e sottintesi evidenziando riferimenti a realtà politico-sociali piuttosto comuni a tanti comuni borderline della legalità.
Fulcro dell’intera vicenda sviluppata da Magno, è un ‘librone’ nel quale Alcibio, nome ridondante del protagonista, annota le generalità fino alla composizione delle famiglie, di tutte le persone con le quali ha a che fare allorquando diventa sindaco di Cepia, una città dalle problematiche come tante, al termine di una carriera iniziata col presiedere una squadra di calcio. Le pagine del volume tratteggiano attraverso una prosa semplice e agile, le successive fasi di una arrampicata al potere gestito con la metodica della registrazione delle persone nel suo librone. Come nella collezione delle figurine, la sua grande passione ma anche il metodo di riferimento per avere sotto controllo le situazioni nella loro evoluzione.
Gli esempi che l’autore riporta – ha indicato Quarato – sono molteplici e illuminanti di come Alcibio-sindaco riusciva a dominare le situazioni, ricorrendo a stratagemmi elettorali e a manipolazioni di contesti economici-sociali, sorretto da un enigmatico personaggio, Fra’ Giulio, esageratamente servizievole. Un castello ben architettato che entra in crisi – ha soggiunto l’intervistatrice – allorquando sulla scena appare Dario, un giovane studente con la passione del giornalismo che Alcibio non riesce, con le buone e le cattive, ad arruolarlo nella sua collezione. Una casella mancante nel librone che mette in crisi Alcibio al punto che…
Una storia, quella del “Collezionista infelice”, che denuncia il sottosviluppo del sud, delle difficoltà della gente di accedere ad un lavoro, a rinunciare alla libertà. Il libro che a Rende (Cosenza) ha ricevuto il ‘Premio Galarte’, va riscuotendo grande interesse per le tante finestre aperte su situazioni scabrose piuttosto similari in tante realtà cittadine, tant’é che associazioni di diversi centri richiedono un incontro con l’autore.

Michele Apollonio

Autore:

Giornalista/blogger

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