Lucio Dalla: “Mi sento profondamente manfredoniano”

 

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T-shirt ritrovata sui fondali (ph. Bolognatoday)

Lucio Dalla e il mare.

Il suo mare, da cui traeva ispirazione per tanti suoi successi e per la cui salvezza lottava senza astenersi torna a ricordarlo nella maniera più romantica. E’, infatti, di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di una t-shirt raffigurante il cantautore ritrovata sui fondali delle stupende Isole Tremiti. Un rapporto d’amore che non si è mai spezzato e che è destinato a durare. Lucio Dalla è ormai ritenuto un artista completo che ha saputo incantare con la sua musica, la sua capacità comunicativa lo ha portato a rendere magico e personale tutto ciò che creava. Il successo, il crescendo di proseliti nonostante il suo essere artista ricercato e raffinato nei testi e nelle scelte compositive, l’innata versatilità che nascondeva passione e preparazione culturale. La sua produzione artistica ha attraversato numerose fasi: dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore arrivando a varcare i confini dell’opera e della musica lirica, conosciuto anche all’estero ed infatti alcune sue canzoni sono state tradotte e portate al successo in numerose lingue. Anche se giunto ormai al culmine della sua popolarità, non dimenticò mai il suo legame, sempre rinnovato, con il Gargano ed in particolare con Manfredonia in cui passò periodi di vacanza dovendo seguire la madre che ci si recava per motivi di lavoro. Tante le foto che lo ritraggono sulle spiagge sipontine negli anni dell’infanzia, in compagnia di quegli amici del posto, la cui amicizia è sempre restata viva. Negli ultimi anni della sua vita amava vivere nella sua casa delle Isole Tremiti, un paradiso da lui osannato ed a cui tanto ha dato. “È stato durante le mie vacanze da emigrante alla rovescia che è avvenuta in me la spaccatura tra due diversi modi di vivere. Così oggi mi ritrovo con due anime: quella nordica (ordinata, efficiente, futuribile, perfezionista, esigente verso sé e verso gli altri) e quella meridionale (disordinata, brada, sensuale, onirica, mistica). È nel sud che sono diventato religioso, di una religiosità forsennata, irrazionale, pagana”, diceva Dalla del suo stato d’animo. Tanti i motivi che portano a ricordare quanto indissolubilmente il cantautore e la sua esistenza fossero ancorate al territorio sipontino: “Mi sono profondamente manfredoniano”, soleva ripetere. A testimonianza degli indelebili ricordi della sua infanzia, sulla copertina del suo 45 giri ‘4/3/1943 – Il fiume e la città’, data della sua nascita, scelse di riportare uno scorcio di Manfredonia così come appariva nei primi anni ‘50.

Libera Maria Ciociola

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(ph. Panorama.it)

 

(testo di riferimento su Statoquotidiano.it)

Autore:

Giornalista/blogger

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