Teatro diffuso, ‘Uccelli’ ritorna con una tournée

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Anche quest’anno ‘Bottega degli Apocrifi’ riapre le porte del Teatro comunale Lucio Dalla di Manfredonia ai ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che abbiano voglia di approcciarsi ad una realtà nuova e di sperimentazione. Si tratta di Teatro diffuso, un progetto gratuito di pratica artistica per bambini e ragazzi promossa nell’ambito del progetto Crescincultura: piano triennale di rete selezionato dall’Impresa Sociale ‘Con i Bambini’ nell’ambito delle iniziative nazionali finanziate dal ‘Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile’.
Lo scopo di Crescincultura è di assicurare uguali opportunità alle nuove generazioni, ai bambini ed agli adolescenti dei comuni di Monte Sant’Angelo, Manfredonia e San Marco in Lamis.
Il problema posto alla base di questo importante progetto è la povertà educativa che in Italia non smette di crescere esponenzialmente, i diritti dei minori ad apprendere, formarsi e coltivare le proprie aspirazioni e talenti viene leso dalla mancanza di opportunità educative in numerosi campi. Maggiormente colpite sono le periferie ed i piccoli centri urbani ed è qui che Bottega degli Apocrifi vuol maggiormente intervenire con i laboratori di Teatro diffuso affinché si possa incidere positivamente sulla crescita dell’intera comunità evitandone la dispersione d’identità.
Ben 84 ragazzi si sono presentati in teatro il 30 novembre per intraprendere questo percorso di crescita ed introspezione personale, guidati da registi e attori professionisti, che poi “sfocerà in un vero e proprio spettacolo teatrale ed andrà ad aprire la stagione 2019”, dice entusiasta Stefania Marrone (drammaturga) che da tempo ormai assieme al regista Cosimo Severo ed agli altri collaboratori del ‘Lucio Dalla’ ideano e sviluppano nuovi modi di far teatro.

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“Inizialmente, nel 2013, si trattava di laboratori la cui sorte era per noi ignota, non sapevamo che impatto avrebbe potuto avere sulla città e sui ragazzi ma invece poi a presentarsi, in piena autonomia e senza lo sprone degli insegnanti, sono stati un centinaio di adolescenti”, continua la Marrone. “I percorsi di formazione con cui abbiamo iniziato riguardavano i classici con un vero e proprio teatro – musica fino a quando poi, lo scorso anno, ci è balenata l’idea (con Cosimo Severo) di affrontare il mercato, la dura realtà delle tournée che non hanno di certo vita facile. L’asfissia del mercato teatrale impone delle regole che comunque bisogna affrontare e con cui confrontarsi: uno spettacolo con ragazzi è meno pagato di un ‘normale’ spettacolo di prosa con adulti per cui bisogna ridurre al minimo gli elementi che vi fanno parte. Il pensiero creativo è solidamente condizionato da ciò che ci gira attorno, per cui abbiamo dovuto per forza di cose uscire dagli schemi e dalle regole di un ‘mercato morto’ per puntare su di un’idea in cui davvero credevamo. Avevamo per le mani il testo di Aristofane ‘Uccelli’, che avevamo già analizzato e trattato con lo staff del teatro e ci era sembrato adatto, soprattutto per i temi attuali trattati, ad essere sottoposto anche ai ragazzi dei laboratori. E’ nata così una produzione a tutti gli effetti, ragazzi e professionisti hanno collaborato in uno spettacolo che contava ben 120 elementi, un evento speciale ed unico. Il ‘caso’ ha voluto che la particolarità di questo progetto catturasse l’attenzione degli addetti ai lavori a Saragozza…ma come portare in Spagna un’equipe composta da 120 persone? L’unico modo era di costruire il coro degli ‘Uccelli’ con gli adolescenti ed i bambini – in tutto 70 – del posto e così è stato: a settembre a Saragozza è stato messo in scena il testo di Aristofane. Ciò che è accaduto è di essere riusciti ad esportare una modalità di ricerca artistica oltreché un prodotto, uno spettacolo. Di qui in poi l’exploit. Alcuni comuni pugliesi hanno cominciato a chiederci, incuriositi ed affascinati, informazioni su questo spettacolo ed in poco tempo ci siamo dovuti imbattere nell’organizzazione di una tournée che porterà presto in giro, in differenti teatri pugliesi, ‘Uccelli’ con il suo coro ricostruito con i ragazzi del posto”.

Libera Maria Ciociola

Autore:

Giornalista/blogger

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