La Transumanza è Patrimonio dell’Umanità

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La transumanza (pastorizia trasmigrante, la parola è infatti composta da trans – di la da – e da humus – terra -), tradizionale pratica pastorale di migrazione stagionale del bestiame lungo i tratturi e verso condizioni climatiche migliori, è stata formalmente ed all’unanimità iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. I ministri delle Politiche agricole Bellanova e dell’Ambiente, Sergio Costa si sono detti compiaciuti e stupiti per il parere favorevole espresso dai 24 Paesi durante il Comitato intergovernativo in corso a Bogotà, in Colombia. L’Italia intera, dalle Alpi al Tavoliere, ne è coinvolta: in particolare, le comunità tra cui i comuni di Amatrice (Rieti) da cui è partita la candidatura, Frosolone (Isernia), Pescocostanzo e Anversa degli Abruzzi, Lacedonia in Alta Irpinia, San Marco in Lamis e Volturara Appula (paese natale del Premier Conte) in provincia di Foggia. ”E’ il decimo riconoscimento per l’Italia in questa lista – fa sapere da Bogotà il curatore del dossier di candidatura, Pier Luigi Petrillo – e ci porta il primato mondiale dei riconoscimenti in ambito agro-alimentare, dopo l’iscrizione nel Patrimonio Culturale Immateriale della Dieta Mediterranea, la Pratica della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, l’Arte del Pizzaiuolo napoletano, della tecnica dei muretti a secco e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe e del Prosecco”.

In Italia questa antica usanza prese le mosse principalmente tra l’Abruzzo e il Tavoliere, con diramazioni sia verso il Gargano che verso le Murge, passando per il Molise. Consisteva nel trasportare (transumare) gli animali dai monti abruzzesi e molisani, ai ricchi pascoli del Tavoliere e del Gargano. L’importanza economica di questa attività era tale da essere gestita da due specifiche istituzioni del Regno di Napoli: la Regia Dogana della Mena delle Pecore di Foggia e la Doganella d’Abruzzo. Alla base della decisione unanime della Commissione, il forte spirito identitario che la transumanza porta con sè oltre alla conoscenza profonda del territorio e delle sue peculiarità che i pastori tramandano nei secoli. Annualmente, greggi e mandrie venivano trasportate dall’Abruzzo in Puglia: si trattava di una migrazione che aveva bisogno di larghe vie erbose che potessero alimentare il bestiame durante un viaggio che durava in media 2 settimane. La transumanza si basa su quattro capisaldi: il cambio tra due sedi note in determinati periodi dell’anno, la proprietà del gregge, lo sfruttamento diretto dello stesso; l’orientamento presso l’economia di mercato. Oggi la pratica resta al passo con i tempi e sempre più spesso avviene utilizzando appositi automezzi.

Fonte: Ansa

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Giornalista/blogger

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