Attrezzare il San Camillo per terapie intensive per fronteggiare il Coronavirus

Rimodulare l’ospedale di Manfredonia per cure intensive e semintensive volte a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. La proposta è del vice presidente del consiglio regionale Giandiego Gatta “non demagogica – puntualizza – ma concretamente attuabile, frutto di studio e confronto anche con esperti del settore”.
Numeri alla mano dimostra la fattibilità della proposta che risponde in maniera concreta alle misure previste dal Piano di emergenza indicato nella circolare del Ministero della salute che prevedono un incremento del 50% dei posti letto per rianimazione e del 100% per terapie subintensive.

Microscopic-Coronavirus
immagine mygc. com

“Attualmente – espone Gatta – presso il nosocomio sipontino vi sono circa 120 posti letto di unità operative non più funzionanti (gastroenterologia ed ortopedia) ed altre poco utilizzate (ginecologia), che possono, dopo idonea trasformazione (acquisto di respiratori e “cpap”) essere trasformati in posti letto (camere singole) per cura intensiva e semintensiva. In particolare, il reparto di ginecologia, sia per predisposizioni già esistenti (sale operatorie nello stesso reparto, terminate e mai utilizzate), sia per l’ottima ubicazione (è isolato da tutti gli altri reparti, ubicato al di sotto delle sale operatorie e al di sopra del pronto soccorso), sia perché collegato ai suddetti reparti da ascensore, scala interna e scala esterna, potrebbe essere riconvertito in brevissimo tempo in rianimazione o terapia sub-intensiva”. Un progetto fattibile che Giandiego Gatta ha girato al presidente della Regione Michele Emiliano anche nella sua veste di assessore alla sanità. “Ci sono dei momenti – annota Gatta – in cui l’amore per la gente, la solidarietà, il sentimento di appartenenza alla stessa comunità, devono farci superare ogni steccato, ogni divisione, ogni riserva mentale, ogni pregiudizio. Perché questo è, e deve essere, il momento della condivisione e dell’unione, del senso vero delle responsabilità, senza distinzioni di alcuna sorta”.
Una proposta – progetto che peraltro si allinea con altre iniziative analoghe attuate in regioni come il Piemonte con l’ospedale di Tortona, la Lombardia con gli ospedali di Lodi, Crema e Seriate, ove è stata attuata la rimodulazione delle attività ospedaliere. “Siamo di fronte – evidenzia il vicepresidente Gatta – ad una vera emergenza sanitaria e il nosocomio di Manfredonia serve una popolazione di quasi centomila unità che ha bisogno di scelte coraggiose ed intelligenti, quelle che il governo regionale ha il dovere di fare”.

 

Michele Apollonio

Autore:

Giornalista/blogger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...