I nuovi progetti di Celestino Telera

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credits Dino Prencipe

Sul canale youtube dell’artista manfredoniano Celestino Telera sono disponibili i suoi nuovi ed intimi brani che vanno ad arricchire un progetto più ampio e in via di definizione. Il poliedrico musicista ce ne parla meglio in questa intervista rilasciata al blog ‘Come bere un bicchier d’acqua: istruzioni’.

-Quando e com’è nata l’idea di questo esperimento artistico in evoluzione?

Circa 16 anni fa ho iniziato ad abbozzare le mie prime idee musicali, da allora ho cominciato a scoprire un mio mondo fatto di suoni, canzoni, esperimenti, alcuni riusciti, altri meno, altri in gestazione, altri realizzati ma ancora in attesa di uscita. Tutto questo è avvenuto prima, durante e dopo la mia vita in Inghilterra, dove ho vissuto per poco più di 5 anni, e quella più breve in Francia, dove ho studiato recitazione. Nel frattempo, oltre alla permanenza nel – chiamiamolo – mio mondo musicale, ho avuto la possibilità di partecipare, collaborare ad altri progetti, musicali, teatrali e di clownerie.
Nel mezzo di tutte queste grandi opportunità ( tour in giro per il mondo, da grandi teatri ai pub più improponibili, festival .. ), nel mezzo di queste esperienze stimolanti, si è prodotto una sorta di vuoto al mio interno, che non ho percepito come qualcosa di negativo, ma piuttosto come un’opportunità per ricominciare a prendere le redini di quello che ero e che sono. Mi sono interrogato sulla mia funzione di artista, cantautore, ma soprattutto essere umano e sentivo, come sento ancora, ci sia l’esigenza di fare chiarezza su questo percorso artistico e di vita, partendo da dentro, per poi trovare un modo di esteriorizzare questo mondo in formato canzone, possibilmente anche integrato ad altre modalità espressive.

-L’eclettismo e la sperimentazione sono da sempre al centro della tua cifra stilistica…

Quella che poteva essere un tempo una mancanza di chiarezza sulle cose mi ha portato, per un breve periodo della vita, a effettuare scelte, frequentare persone, fare musica o spettacoli in contesti non proprio in accordo con quello che avrei voluto fare io, tuttavia grazie a queste esperienze, col tempo, ho preso consapevolezza di parti di me di cui non ero consapevole e questo ha in qualche modo arricchito il mio processo creativo e dato il piacere di sperimentare e conoscere cose nuove. Aldilà di questa considerazione, ci sono anche molte cose che mi piacciono ( il black humor inglese, i Fratelli Marx, Jack Nicholson, Charlie Chaplin, Frank Zappa, la musica sinfonica, Nino Rota, il jazz, per citarne alcuni…senza dimenticare le relazioni con la gente) e che, nella loro diversità, hanno contribuito a farmi ricercare e trovare modi originali di esprimermi.

© Giuseppe Biancofiore-2033
credits Giuseppe Biancofiore

-L’ultimo brano uscito ‘Nell’oscurità’ descrive gli effetti dell’Amore e la necessità di non reprimere il proprio vero io…

Ci troviamo in un periodo storico molto particolare, dove sostanzialmente siamo stati obbligati a privarci di molte cose che, secondo il mio punto di vista, colmavano una vita fintamente vissuta con pienezza, ma caratterizzata da routine meccaniche, abitudini frenetiche, relazioni tossiche. In questo periodo le barriere che ci identificavano sono cadute e dubito che la vita tornerà come prima, tuttavia molti cercano di aggrapparsi alla loro identità per paura di perdere quella libertà che in realtà, come dice Corrado Malanga, è qualcosa che si è, non che si ha. Identificarsi necessariamente con qualcosa ci priva della libertà. Quindi, perché non utilizzare questo periodo per osservarci dentro, attraversare la “selva” di quelle emozioni che forse abbiamo dimenticato, represso, dimenticato e ri-apprendere a manifestarle, facendole rifiorire? L’amore è uno di quegli stati che, una volta ritrovato e reintegrato nella nostra esistenza potrà aiutare a riorientarci nel modo migliore in questo periodo di isolamento.

-Se e cosa è cambiato nel tuo modo di comunicare dai tuoi esordi?

Ho notato dei cambiamenti: il primo è il modo di scrivere le musiche, da più di un anno ho cominciato a studiare piano e gran parte di quello che compongo lo faccio partendo dal piano e tastiere. L’influenza del jazz sta cambiando il modo di scrivere e approcciarmi alla canzone; nei primi anni usavo in gran parte la chitarra come scheletro iniziale nel metodo di composizione. Un altro aspetto della “mutazione” è determinato dall’esigenza di creare un ponte con chi ascolta, per quanto riguarda i testi; in precedenza mi piaceva lasciare spesso come testo definitivo esclusivamente parole che avevano lo stesso suono di ciò che improvvisavo vocalmente in un primo momento, facendo apparire le canzoni come un quadro o disegno astratto, pieno di ermetismi, approccio molto interessante ma che adesso cerco di far evolvere concentrandomi di più su quello che vorrei raccontare.
Da pochi anni ho cominciato a scrivere e cantare in italiano e “Nell’Oscurità” è un secondo esempio dopo ‘Pausa’, breve canzone uscita in precedenza.

-Stai pensando ad una presentazione live del progetto ultimato. Come te la immagini?

Attualmente porto avanti lo studio musicale, la creazione di nuovo materiale, di temi, storie che conto di far convergere in un disco e proporre dal vivo – in solo o con band -interagendo con quegli elementi più teatrali a me più vicini.

-Il tuo sogno più grande?

Il mio sogno, o meglio il mio obiettivo è quello di poter vivere in una società dove si sia liberi di manifestare ciò che si è, circondato da gente che sappia vivere in modo sereno e armonico prima di tutto con se stessa. Non è un utopia, come molti intellettuali potrebbero pensare, sicuramente è necessario lavorar sodo su di sé, fermarsi un attimo e imparare a osservarsi dentro prima di puntare il dito contro “l’altro”, che sia uomo, donna, bambino, animale, artista, politico o… virus di turno.

 

Libera Maria Ciociola

 

 

 

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Autore:

Giornalista/blogger

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